La storia
Già dal 1193 si accendono tra il Vescovo di Vercelli e il Vescovo di Ivrea delle rivalità per i possedimenti sul confine non ben delimitato sul versante della Serra Morenica.
I signori di Burolo vendettero al comune di Vercelli il feudo e le loro pertinenze, e la città di Ivrea per sostenere la sua ragione sopra il castello di Burolo, fu costretta a venire alle mani con i Vercellesi.
Ora siccome queste guerre consistevano in scorrerie che desolavano i paesi aperti, nacquero dal 1200 al 1250 dei borghi fortificati che raggruppavano i borghi aperti limitrofi: Bollengo, Settimo, Borgofranco, il Borgo delle Coste (l’attuale Piverone) e infine Chiaverano che aveva il castello, confluirono i borghi di Sessano, Bellesano e Bienca.
Nel 1250, i tre borghi abitati da buoni uomini (buoni sta per liberi) aderirono ad un patto con il Vescovo d’Ivrea, che consisteva di costruire e abitare Chiaverano, pagando i censi e giurandogli fedeltà per mezzo dei Consoli loro rappresentanti, in cambio di protezione e di terre da coltivare.
Si stilarono gli
Statuti, un insieme di norme e di leggi che regolavano i rapporti fra il cittadino e il comune, e tra questo e il Signore.
Nel 1296 il Comune di Vercelli costruì con l’aiuto dei comuni di Donato, Sala e Magnano una torre /Bastia sul crinale della Serra tra Chiaverano e Andrate, e con una guarnigione di quattro armati.
Era questa, una zona di pascolo e di transito, dalla Bastia si poteva controllare il territorio fino ad Ivrea, quindi fu una spina nel fianco per Andrate e Chiaverano che cercarono con mezzi legali prima e poi nel 1308 stanchi di essere tartassati e addirittura carcerati se pascolavano nella zona, assalirono la Bastia e la distrussero con le case e la prigione.
Seguirono poi le vertenze legali, ma spalleggiati del Vescovo d’Ivrea, riuscirono a spuntarla e dietro pagamento di un indennizzo ottennero il controllo del territorio fino al torrente Viona sul versante Vercellese.
Nel 1349 Giovanni II di Monferrato, assoldando 300 barbute tedesche, invase il Canavese e dopo aver preso Caluso continuò le scorrerie giungendo fino alle porte di Ivrea, un gruppo di barbute arrivò ad assediare Chiaverano, ma il castello difeso da una guarnigione di clienti al comando del Castellano di Bard, Teobaldo di Challant, inviato da Amedeo VI di Savoia, si difese energicamente e resistette senza cedere.