Il caso dei "panni sporchi" alla Scuola Materna
Lettera di un genitore del 18 Marzo
Alla cortese attenzione della Sig.ra Dirce Levi
Direttrice della Sentinella del Canavese
p.za Lamarmora n. 12
10015 IVREA (TO)
Raccomandata a.r.
Oggetto: Articoli pubblicati sui numeri del 15, 18 e 29 marzo 2010.
Nelle ultime settimane sul giornale dal Lei diretto si è dato grande risalto al cosiddetto caso dei "panni sporchi" alla Scuola Materna "Avondoglio" di Chiaverano, nato da alcune lettere anonime che una sedicente"nonna" ha inviato al Sindaco ed alla Sentinella; in sintesi tali lettere accusano le maestre di avere tenuto un comportamento assurdo, scandaloso e umiliante, consegnando a dei genitori una busta di plastica contenente gli escrementi di un bambino.
Per meglio tutelare il buon nome del Comune di Chiaverano, della Scuola Materna Avondoglio e delle insegnanti e operatrici scolastiche, siamo pertanto giunti alla conclusione che sia opportuno scriverLe, posto che, evidentemente, le reiterate spiegazioni fomite a voce non sono state sufficienti.
Nel contempo La invitiamo a pubblicare questa missiva integralmente e con il medesimo risalto dato ai precedenti servizi, così che i lettori si possano fare una più adeguata idea della vicenda.
Ma veniamo ai fatti.
Un soggetto ad oggi sconosciuto invia tre lettere anonime: una al Sindaco di Chiaverano e altre due alla redazione della Sentinella, lamentando quanto riportato sopra. Giusto e doveroso, per entrambi i destinatari, accertare se quanto scritto avesse un qualche fondamento. E' evidente, infatti, che, in caso affermativo, la cosa sarebbe stata grave.
Il Sindaco e la Direttrice Didattica, pur ritenendo la vicenda inverosimile, hanno immediatamente fatto le opportune verifiche dalle quali è emerso che alla scuola materna non si sono verificati i fatti denunciati e che il comportamento di maestre e operatrici è sempre stato corretto, professionale e ben lontano da quanto scritto. Le operatrici hanno riferito che, se un bimbo si sporca, viene cambiato e gli indumenti sporchi (e solo quelli!) vengono riconsegnati ai genitori. Quanto sopra è prassi comune nella quasi totalità delle scuole materne italiane che non dispongono, nel 99% dei casi, di una lavanderia interna.
Prova di quanto detto è che i genitori dei 70 e più bambini che oggi frequentano l'istituto non hanno sollevato alcuna lamentela, men che meno hanno fatto denunce, ed anzi stanno ricoprendo Scuola e Comune di lettere di solidarietà e affermazioni di stima. Tutti firmando le missive con nome e cognome.
Un genitore ha anche scritto alla Sentinella, esprimendo stima verso chi gestisce la scuola e riportando le sue legittime opinioni in merito. Non sta a noi prendere le difese di quel lettore del Suo giornale, ma non Le nascondiamo che il Suo severo commento al riguardo, nell'edizione del 29 scorso, ci ha lasciato assai stupiti.
In ogni caso ci amareggia che l'anonima "nonna" sia considerata a priori degna di buona fede, rispettosa del prossimo (???), dedita all'ordine e alla pulizia e questo solamente sulla base della interpretazione della sua grafia e del suo magro stile letterario. Mentre invece chi si dedica quotidianamente alla Scuola Materna di Chiaverano, il cui impegno è sotto agli occhi di tutti, sia accusato, fra l'altro, di "chiudersi a riccio in inutili e ingiustificati arroccamenti".
Sia ben chiaro che le opinioni diverse dalle nostre non ci fanno paura e, da qualsivoglia parte rovengano, sono benvenute: servono a migliorare. Siamo convinti che Lei saprà accogliere questa lettera con il medesimo spirito. Quello che un po' ci spaventa e molto ci addolora, invece, sono le affermazioni preconcette e prive di riscontri obiettivi.
Ed in effetti il tenore degli articoli sin qui pubblicati, i loro titoli e la loro impostazione, pur riportando, almeno in parte, anche la versione della Scuola, nondimeno lasciano nel lettore l'impressione che nella Scuola Materna di Chiaverano si tengano comportamenti aberranti. E questo non sulla base di una articolata inchiesta giornalistica, ma solo ed esclusivamente a fronte di alcune lettere anonime del tutto prive di riscontri. Infatti, negli articoli citati, non sono riportate altre fonti o altri elementi a conferma di quanto sostenuto dall'anonimo scrittore che, ciononostante, in buona sostanza, viene dato per credibile.
Quanto sopra a noi non pare condivisibile e non ci sembra faccia molto onore alla buona informazione. E nemmeno alla buona fama che il Suo giornale si è meritato negli anni.
In detti articoli, poi, si sostiene che le insegnanti non hanno voluto rispondere alle domande dei giornalisti (quasi avessero qualche cosa da nascondere) e che sia mancato il dialogo tra le istituzioni e i cittadini.
Anche questi aspetti abbisognano di essere spiegati. Le insegnanti hanno indirizzato la giornalista della Sentinella alla Direttrice Didattica, in quanto non potevano, in orario di scuola e senza preavviso, uscire e smettere di accudire i bimbi per rilasciare interviste.
Né potevano (è vietato) fare entrare estranei durante le attività didattiche. La Direttrice, invece, come pure il Sindaco, hanno poi dato la richiesta intervista, dunque senza arroccamenti, ricci e quant'altro.
Sia la Scuola che il Comune hanno sempre cercato il massimo dialogo possibile con tutti, in specie con quelle persone che, come forse la nostra fantomatica nonna, hanno più bisogno delle altre di aiuto e comprensione. E, stia certa, continueranno a farlo. Dialogo con tutti, ma non con chi scrive senza firmarsi, e questo non per poca voglia di "costruttivo confronto", bensì, più semplicemente, per il fatto che non sapremmo nemmeno con chi dialogare.
Ci auguriamo che la presente possa contribuire a mettere la parola fine a questa vicenda che verte, a nostro parere, su fatti del tutto privi di sussistenza.
Distinti saluti.
Il Sindaco di Chiaverano
La Direttrìce Didattica del Circolo M. D'Azeglio
Chiaverano-Ivrea, lì 31 marzo 2010
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