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L'area e la Chiesa di Santo Stefano

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Disegno della Chiesa di Santo Stefano Disegno della Chiesa di Santo Stefano
S. Stefano di Sessano è un luogo assai suggestivo, ricco di testimonianze dell' opera della natura e del lavoro dell' uomo. Sessano con Bellesano, Bugliacco e Bienca è uno degli insediamenti che sorgevano anticamente sul versante interno della morena e che, per volere del Vescovo di Ivrea, hanno dato via alla Castellata di Chiaverano. Trae il suo nome dalle caratteristiche naturali della zona; saxeus, saxetum, saxsosum significano sasso, sassoso e suggeriscono l' analogia di questi terreni con il masso dioritico su cui Sessano sorgeva.

La posizione ai pendii della Serra e la presenza di assolati massi dioritici affioranti qua e là, caratterizzano l' area e favoriscono condizioni climatiche idonee alla coltivazione di erbe aromatiche e non solo: vi sono testimonianze di diffusa coltivazione della vite e dell' ulivo fin dal 1300, e, sulle rocce, cresce il fico d' India nano Opuntia Vulgaris.

La Chiesa Romanica di S. Stefano, unica superstite dell' antico centro abitato, testimonia di passaggio del tempo e valorizza l' intera area con la sua semplice e solida architettura. I lavori di recupero edilizio, infatti nati negli anni settanta, dopo un lungo periodo di abbandono e di conseguente depauperamento, hanno consentito, nel 1996, di inaugurare la riapertura al pubblico di questo prestigioso monumento; è il bene artistico più importante presente sul territorio chiaveranese.

Protagonista insieme ad altre chiesette romaniche del percorso della Via Francigena Canavesana, custodisce nell' abside preziosi affreschi del Xl secolo, ritenuti tra i più importanti documenti della pittura romanica canavesana.

Nel 1999 la Regione Piemonte ha sovvenzionato l' intervento comunale per recuperarli all' originario splendore.

L' area di S. Stefano di Sessano rappresenta, quindi, una tappa attrezzata e preziosa dell' itinerario naturalistico ed artistico godibile in questa parte del Canavese orientale. Veramente, qui, si può coniugare la storia dell' uomo con la storia del passaggio naturale. S. Stefano di Sessano accoglie il visitatore con la suggestiva bellezza e la serenità del luogo.

La posizione panoramica permette un ampio sguardo sulla pianura canavesana, sull' anfiteatro morenico d' Ivrea e verso la Serra con i suoi boschi di castagni ed i terrazzamenti disposti lungo i pendii.

Il Giardino Medioevale

La presenza delle Pieve Romanica ha suggerito la progettazione di un giardino medioevale a S. Stefano: un giardino antico, come avrebbe potuto essere nei primi anni del Mille. E' collocato a nord rispetto alla chiesa e ne segue l' orientamento Est - Ovest; due dossi dioritici, un muretto secco, che ospita una fontana ed una quinta di alberi da frutto, racchiudono l' Hortus Conclusus.

Lo spazio è organizzato in sei parcelle rettangolari, delineate da rami di castagno intrecciati, dove sono ospitate e classificate in base all' uso piante spontanee e coltivate prima della scoperta delle Americhe: i semplici, le piante alimentari, le piante curative delle malattie da raffreddamento e per mal di pancia, le aromatiche e le vulnerarie.

Un pergolato di travi di castagno sostenuto da "culigne", ritti in pietra, ospita rampicanti e tre esempi di antichi vitigni tipici del Canavese Erbaluce , Nebbiolo e Luglienga, che da uva da tavola e ha maturazione precoce ed era vicino alle vecchie case chiaveranesi. Il giardino segreto ed i fiori mariani arricchiscono l' Hortus Conclusus.

I Rosmarini

L' ingresso al giardino medioevale è occupato da una collezione di rosmarini: una dozzina di aiuole ospita varietà naturali ed alcune cultivar. Le piante si differenziano per il portamento, la densità, la dimensione, lo spessore ed il colore della foglia, il colore dei fiori ed il profumo.

Alcuni arbusti crescono svettanti, i rami lunghi e diritti raggiungono anche un metro di altezza; altri ramificano in numerosi getti laterali ricordando la forma di un candelabro; i prostrati crescono in getti che, ricadendo a terra, radicano e danno vita a nuove piantine.

Da aprile a settembre le tenere e numerose corolle fioriscono, tingendosi di delicati colori: predominano i blu, dall' azzurro pallido, il più diffuso, al violaceo del rosmarinus corsican blue; sorprendono i bianchi rosmarinus albus e i rosa rosmarinus majorca pink. Sfiorando con le dita le foglie e annusando si riconoscono fragranze assai diverse: dalle più delicate, appena percettibili, alle più intense ed oleose che permangono a lungo.

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 01 Novembre 2009 16:08 )
 

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