Organo Giovanni Bruna: due secoli di storia
La scelta dell'organaro ricade sull'artigiano Giovanni Bruna (1753·1823), il più geniale artista dell'organaria piemontese.
Nel Natale 1795, dopo due anni di lavoro, viene inaugurato il monumentale organo, il più importante strumento piemontese del suo tempo: 16 piedi a due tastiere corrispondenti a 4 corpi d'organo, 44 registri per oltre 1.700 canne, le cui caratteristiche sono di assoluto rilievo.
Nel giugno 2004, un gruppo di Chiaveranesi costituisce l"'Associazione per il recupero dell'organo Giovanni Bruna" al fine di reperire i fondi necessari per il restauro. Il compito viene affidato alla Bottega Organara Dell'Orto & Lanzini, di Dormelletto, e agli ebanisti Fratelli Signini, di Borgomanero.
Il prezioso strumento, sopravvissuto intatto a oltre due secoli di storia, è un capolavoro dell'organaria piemontese. L'organo restaurato viene inaugurato in occasione della Pasqua 2007.
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